Gentiloni vs Renzi
le finestre amo di casa mia
aperte sul mondo
.
odio
le stanze chiuse
del potere
la realtà intravista
dal buco della serratura
Un tempo buio il nostro, dominato da conformismo, populismo di lotta e di governo, trasformismo e perdita del senso dello Stato.
fa nella vita privata
ciò che ti pare
e
in quella pubblica
adéguati
ai costumi del momento
.
un conformismo
ipocrita
che da prima del ‘500
fino
al nuovo millennio
ci perseguita
.
(una riflessione ispirata da un aforisma di Cesare Cremonini, filosofo del ‘500)
Non sono in grado di giudicare se il governatore Visco meritasse o meno di essere riconfermato, ma mi sconforta la protervia di Renzi che – per rifarsi la verginità perduta a causa delle vicende della Banca Etruria e del Monte dei Paschi di Siena – ne chiede la defenestrazione senza nemmeno concordare l’editto con il suo governo. E che, in cerca di voti, sorvola (è una “dimenticanza” dice) sullo Ius soli, e si fa “artefice di politiche europeiste a fasi alterne” (Emma Bonino): oggi, in clima pre-elettorale, attacca l’Unione europea.
Un vero statista!.
“Troppo comodo, per una forza di sistema, andare all’attacco del sistema” (Massimo Giannini su La Repubblica).
Non sono in grado di giudicare se il capo del governo, Gentiloni, abbia fatto bene a riconfermare Visco, ma mi conforta il chiaro segnale d’indipendenza di un uomo che ha sostenuto l’importanza del presidio delle istituzioni e che, per tenere a galla il Paese nel pantano su cui naviga, è stato tra le altre cose “costretto suo malgrado a subire una fiducia di cui avrebbe volentieri fatto a meno” (Massimo Giannini) e a sopportare gli yes men (tanto per non far nomi: Lotti, Martina, Del Rio e Elena Boschi) che all’interno del suo governo gli remano contro su ordine del Burattinaio.
In questo tempo di vacuità post-ideologica, finalmente un uomo normale, Gentiloni, che tenta disperatamente di tenere la schiena dritta!





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