Tutti gli sciocchi sono ottimisti
Credo
nella forza della speranza
utopica
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e pure
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in quella dinamica del pessimismo
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Pensiero ossimoro
ma
salvifico
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Non tutti gli ottimisti sono sciocchi
ma di certo
tutti gli sciocchi sono ottimisti
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Chi segue i dibattiti televisivi si sarà accorto che, tra i politici italiani, l’ottimismo regna sovrano.
Il PD è in coma profondo e Piero Fassino, nonostante l’ammonimento di papa Francesco, persevera nel suo accanimento terapeutico. Tuttavia Matteo Renzi è ottimista. E anche D’Alema e Bersani lo sono: sperano che vinca la destra o Grillo…. l’importante è che perda il PD.
Berlusconi, lignificato a nuovo e con una lucente aureola di pece sulla testa, è ottimista: è certo di raggiungere insieme a Salvini il 40% dei consensi. I due non si amano e non vanno d’accordo su nulla, ma contano sul vento neofascista che imperversa su tutto l’Occidente.
Grillo e i suoi sono altrettanto ottimisti, sicuri di essere il primo partito italiano. Non si alleano con nessuno (ma il sostegno di Casa Pound a Ostia – non voluto per carità! – lo accettano e come!). Difficilmente governeranno il Paese, ma contribuiranno a renderlo ingovernabile.
Antonio Ingroia, reduce dall’insuccesso della sua “Rivoluzione civile”, e Giulietto Chiesa, notissimo bastian contrario e giornalista radicale di sinistra, hanno creato un nuovo movimento politico (se ne sentiva proprio il bisogno): “La mossa del cavallo”. Due generali a cavallo, ma senza esercito. Contano però su una nuova scissione dell’atomo.
E noi popolo becero stiamo a guardare interdetti, ma speranzosi nell’arrivo di un pessimista dinamico.
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Non tutti gli ottimisti sono sciocchi
ma di certo
tutti gli sciocchi sono ottimisti





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