Essere o non essere

abracadabra

Non siete stati mai colti da una sensazione di straniamento, angosciati da un improvviso vuoto di memoria, da un dubbio ossessivo?

Le nostre azioni sono sempre dettate dalla nostra volontà?

È – il nostro – il tempo dell’alienazione, il tempo nel quale il grande dubbio, quello amletico, può ricorrere anche nei gesti banali della quotidianità.

 

1

Al tempo dei tempi

mia madre dove hai la testa? diceva

Stanotte

mi sono ritrovato al telefono

come il Barney di Mordecai Richler

a svegliare mia figlia

per chiedere

Come si chiama l’iniziale di yogurt?

 Ipsilon papà stai bene?

 La brezza dei pensieri mi trascina

leggero

guarda un po’ non ho più le vertigini

 in alto

sopra una coltre leggera di nubi sopra

in alto

mi trascina leggero

In basso

il mare corrucciato sotto di me

in basso

Mi ritrovo nel bagno

a lavarmi i denti… a lavarmi?

Non ero venuto a fare pipì?

.

2

to be, or not to be

per non dover incappare

nel maledetto foglio illustrativo

apro

la scatola di compresse

da destra o da sinistra?

.

3

e

il tubo del dentifricio

lo schiacceranno tutti come me

a metà?

.

4

Al mattino mi viene incontro

il tuo glauco sorridente

Buon giorno!

mi viene incontro da qualche settimana

nella penombra dell’androne

al mattino il tuo glauco sorriso

Senza riconoscerti Chi sei? io ti conosco

ma nella mente inutilmente

tutti

scorrono i glauchi sorrisi scorrono

inutilmente

Sei la donna che passa ambigua

come un fantasma

nella memoria

e lasci vaga una scia

un filo lieve lasci

di angoscia

.

(da ABRACADABRA 2002)

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