viviamo nell’Universo dell’alienazione e dell’incomunicabilità

Chi come me ha vissuto le vicissitudini della guerra, sente forte il dovere di trasmetterne la memoria perché la storia si ripete, e il nostro dramma di allora è assimilabile a quello dei tanti che oggi, a rischio della vita, fuggono da guerre e persecuzioni.

A loro dobbiamo la stessa solidarietà disinteressata che ci fu offerta allora.

 

A che serve

a chi?

la nostra intellettuale solidarietà

la proclamata disponibilità

all’accoglienza

se

sotto l’esoscheletro che ci siamo costruiti

addosso

per proteggere i nostri privilegi

nascondiamo

solo

egoismi?

Viviamo nell’Universo dell’alienazione

e

dell’incomunicabilità

Abbiamo perso anche

la memoria

quella lontana e quella vicina

quella

di noi avidi sfruttatori di popoli considerati

subumani

e

quella più vicina

in casa nostra

del bambino che fuggiva dalle bombe

e

dalla guerra

alla ricerca di un rifugio

che

i poverissimi di allora non gli negarono

mai

L’opulenza ci ha reso sempre più

cinici

ed è facile chiudere

gli occhi

e

tapparsi le orecchie

davanti alla tragedia dei milioni

di derelitti

                                                   quelli tra noi

e

                                                        quelli che arrivano da un Altrove

  in cerca di aiuto

Sento la rabbia

montare

assieme all’impotenza

ma

il mio tempo è finito

e pure la speranza

Sopravvivo

con la dolorosa consapevolezza

di essermi battuto

– solo

con l’arma spuntata della penna –

solo

contro mulini a vento

Una lotta grottesca

contro

il muro di gomma

del Potere

contro

l’ignoranza l’indifferenza i privilegi

e

le ossessioni del Pensiero unico

Che mi rimane dunque alla fine del giorno?

Solo la pessimistica fuga

dalla realtà

vaticinata in alcuni versi

dei miei vent’anni?

meglio perdermi

assorto

nel ticchettio discorde

di un mio tacco consunto

meglio dimenticare

cercando le stelle

per terra

 

No!

ci può ci deve essere

ancora

un futuro migliore per i miei nipoti

e allora

nel poco tempo che resta

rivesto

i panni moderni del pazzo cavaliere

e

riprendo la guerra contro i mulini a vento

perché

– esiste in realtà una dicotomia tra follia e saggezza? –

sono nato incendiario

e non voglio morire pompiere

 

 

4 Responses to viviamo nell’Universo dell’alienazione e dell’incomunicabilità

  1. Cinzia scrive:

    E’ proprio vero, purtroppo non si impara niente dalle esperienze passate.

  2. Caro Luciano

    la speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno per le cose che non vanno e il coraggio per cambiarle (S. Agostino).
    Urge una rete di relazioni culturali

    Un abbraccio Pierfranco

    • deangelis scrive:

      Caro Pierfranco, sono d’accordo, ma la “rete” accresce l’ignoranza e fomenta l’odio. Come ho scritto altrove: la comunicazione è l’opposto della conoscenza. Avremmo bisogno di una rivoluzione culturale, ma so bene che questo è un sogno utopico.
      Buon Natale. Luciano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *