2050 – prima puntata –
Sono stato a lungo silente perchè impegnato nella stesura del mio ultimo libro: un romanzo-breve o se preferite un racconto-lungo. Prima della pubblicazione ve ne offro una lettura a puntate. Se non altro vi concilierà il sonno la sera.
2050
PROLOGO
– Tic Tac Tic Tac –
L’ossessivo ritmo che rimbomba di notte nelle mie orecchie, svegliandomi all’improvviso, è di certo il battito esasperato – Tic Tac Tic Tac – del mio cuore in rivolta dopo l’avvento al potere della Grande Coalizione globale.
Uno psicanalista lo definirebbe – Tic Tac Tic Tac – l’espressione di un conflitto interiore causato dallo scontro tra l’aspirazione all’indipendenza di pensiero e la decostruzione dell’Io che il Gran Consiglio sta tentando di imporre a una società stabilizzata con l’arbitrio, per omologare idee e comportamenti.
UNO
Vago senza meta e senza più speranze, al calare del sole, nelle strade semi-deserte della città; e i miei passi, uno due uno due, risuonano cupi nel ventre cavo della mia solitudine.
Uno due uno due – pausa – uno due uno due – pausa.
Mi tornano ora alla mente i versi di una mia vecchia poesia.
uno due avanti indietro
a passi incerti
non so dove
io
uno indietro due avanti
i passi
io alla fine
quelli che muovo oggi
in cerca
dove perché
i passi
sono sempre
pari
la determinazione è
dispari
I raggi del tramonto diffondono una luce rosata che dipinge le facciate delle case, filtra tra i rami degli alberi e allunga le ombre dei radi passanti.
L’ordine regna sovrano nel Paese, e anche la pulizia, soprattutto quella etnica. Il suprematismo bianco impone ormai le sue regole a tutta la società. Non si vede più in giro un negro: gli uomini di colore vivono segregati come schiavi in campi di lavoro protetti da filo spinato. Ma anche i bianchi, quelli che come me si attardano in giro prima del coprifuoco di mezzanotte, sono osservati con sospetto dai tutori dell’Ordine, che controllano ogni angolo della città.
La razza pura infatti non accetta diversità, né fisiche né culturali, e nemmeno comportamentali.
L’Internazionale suprematista ha conquistato l’Occidente, e perseguita tutti quelli che non accettano supinamente il nuovo credo. Considerati pericolosi sovversivi, sono controllati, spiati, repressi; prima o poi vanno quasi tutti a riempire le patrie galere. A volte il loro destino è anche peggiore: il Gran Consiglio ha infatti reintrodotto la pena di morte.
Ma se la diversità fisica non si può nascondere, dentro ogni bianco può celarsi un diverso; che cova in silenzio il seme della ribellione.




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