CONSONANZE e DISSONANZE del vivere
Dopo la pubblicazione nel 2009 del mio ultimo romanzo, “Nel labirinto”, sono stato colto da una forma di afasia ispirativa che mi ha fatto ritenere conclusa per sempre la mia stagione creativa. È bastato invece un periodo di crisi esistenziale, fisica e spirituale, per indurmi alla solitudine e di nuovo alla scrittura. Sono nati così i versi della raccolta “Consonanze e Dissonanze del vivere”, della quale vi propongo alcune poesie che esprimono soprattutto un’ansia surreale, come surreale era l’atmosfera del momento in cui le ho scritte.
Suggestionato dalla musica da camera che ascoltavo mentre scrivevo, ho dato alle poesie titoli che rimandano, solo per fascinazione, al mondo musicale.
Preludio
Credo
nella forza della speranza
utopica
.
e pure
.
in quella dinamica del pessimismo
.
Pensiero ossimoro
ma
salvifico
.
Non tutti gli ottimisti sono sciocchi
ma di certo
tutti gli sciocchi sono ottimisti
.
Aria
per voce solista e accompagnamento strumentale
Con un brivido lungo
sudario diafano d’incubi
ambigui presagi avverto nell’aria
stasera
.
La vita è sogno
il mondo un’illusione
e allora io
solo
nel tunnel della notte
fuggo contromano alla ricerca disperata
del varco
che mi disveli l’ultimo segreto
.
La notte
poi
questa mia notte assurda
all’improvviso
con uno stillicidio lento
lente
le tue parole lontane
goccia a goccia
a goccia
come una pioggia leggera
goccia a goccia
leggera
sopra i miei sensi sopiti
le tue parole
leggere
.
Non so se tu sia reale
o solo
un’immagine inconscia
della memoria
la chimera venuta ad evocare
l’ultima utopia
.
Sei la donna che passa come un turbine
di aria
Aria dagli occhi lucenti
coralli nella tua bocca
giunchi flessibili i tuoi fianchi
mani come un soffio di aria
inafferrabili
come i sogni che l’aria dispensa
assieme alle illusioni
.
Aria
aria portata da venti di lontananze
ignote nel tempo
Aria
tu vertigine mi sei
e
smarrimento
.
Concertino
Nevica…
Adagio
biancobiancobianco
evanescente
come il sogno e i ricordi
Andante con moto
bianchicciobiancacciobiancocciobiancozzo
bianchissimo vacuo un biancheggiare
di immagini e suoni
nel buio che incombe
Largo
come una talpa
tiro fuori la testa all’aperto
e
attorno attonito
mi girotondo
a sorvegliare ascoltare
là fuori
lo sfarfallio accecante che distorce
ogni consolidata consuetudine
Presto
biancone
bianchinobiancastrobiancore
Allegro maestoso
bianc’avoriorosato
galleggiano chimere sul bianco
biancosporcosporcosporco
Scherzo
bianchetto per cancellare
ogni mio fastidioso retro-pensiero
Finale
assicurato e rassicurato
dall’abituale mia salda cintura
d’insicurezza
vivo quest’improvvisa solitudine
oggi
come una pausa vitale
di riflessione
.
Intermezzo
me ne sto acquattato
su questo davanzale di nebbia
in attesa
che un refolo di aria
mi accompagni
a fare quattro passi tra le nuvole
.
Rapsodia in nero di seppia
Mi sono perso
in questo glomo di strade
deserte
durante la partita
.
Io sono solo
e
ascolto lontana
la vita
portata dalle grida festanti
degli spettatori
.
Sulla soglia
di una casa dalle finestre mute
muta
mi osserva la donna
ambiguo il sorriso
sotto le palpebre basse
.
Porta appuntata
sul petto
una rosa rossa appassita
.
Cantilena del vagabondo
In fondo all’androne
nell’ombra immanente che copre pian piano
la luce
sta l’uomo
il volto clinato
sul vecchio violino scordato
e il cane
che ascolta ai suoi piedi
rapito
la nenia che varia
nell’aria
.
Si stanno così tutto il giorno
si guardano muti tra loro
nessuno li vede
.
Si stanno così tutto il giorno
invisibili
poi
la notte
benigna nel buio li avvolge
di un nero mantello
di oblio
.
Sonata
Credevo ci fosse un limite
invalicabile
all’ascolto della voce
delle cose
alla visione del colore
dei suoni
.
invece
.
una solitudine di melanconia
mi ha insegnato
poco a poco
a decifrare il canto glauco
del mare
i sussurri i gemiti le urla
del vento
di volta in volta ammantato
di uno dei mille colori
dell’arcobaleno
.
e ancora
.
il giallo
frinire di una cicala
il rosso
scampanio di una bicicletta
le voci indistinte della pineta
colorate di verde di azzurro di rosa
e
di viola
.
Minuetto triste
Mi riporta sempre
il sogno
la vecchia casa a picco
sul mare
l’attesa insonne della befana
sotto il camino
la sua discesa di notte
.
Al mattino
sul pavimento
mi risvegliavo felice circondato
da doni
e
da illusioni
.
La vecchia casa battuta dai venti
sulla scogliera
oggi è diruta
anche il mio tempo è finito
e all’alba il sogno pure
svanirà
.
Capriccio
mi riporta ancora
il crepuscolo
l’antica insostenibile ansia
di leggerezza
.
poi
arriva la notte
.
Requiem
in morte di un amico
fortunato chi incontra
vivo
la morte
.
Fuga
Un’intera esistenza
annoiato
da portatori di certezze assolute
ossessionato
da ideologie immanenti
e trascendenti
che pretendono di rivelarmi
la verità
.
Stanotte
ho sognato di essere una farfalla
che volava in estasi
.
Al risveglio
mi sono riconosciuto
come sempre
frammento insciente dell’universo
e
non so più se sono adesso
l’uomo
che sognava di essere una farfalla
oppure
una farfalla
che sogna di essere un uomo
.
La conoscenza
è solo
una prospettiva personale
delle cose
.
Toccata
ai confini del cielo mi sono costruito
a strapiombo sul mare
un rifugio di nebbia
.
lì me ne resto paziente
in attesa
.
Notturno
Ritorno spesso ad aggirarmi
nel sogno
tra i viali deserti del cimitero
sulla collina
tra memorie che non odono mai
i miei passi
risuonare di giorno
.
Stanotte
una falce di luna scialbava
il sentiero dei morti
e in fondo
attorno a una tomba
ho incontrato
sorpreso
mia madre e mio padre
e Liliana
.
Ti siamo venuti a trovare
mi han detto
.
Sul marmo
nel vago chiarore lunare
ho letto inciso
il mio nome
.
Consonanze
da d’altro Canto 2007
se i ricordi perduti
assediano le ore
indolenti
allora
a occhi chiusi
io
allegro non molto
in fuga
adagio presto
dentro questa spudorata
utopia in
contrappunto di un
Bach
a tempo di jazz
play Bach in play back
confusione di
suoni e pensieri in libertà
chimera
ma ora
io
qui ancora qui
adesso
per quanto tempo
ancora
questa ossessa finzione di
partecipare
comunicare
vivere
fino a quando
allora
ancora
io
qui





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