d’altro canto / vado in cerca ancora / d’altro
La ricerca continua d’altro (d’altro canto / vado in cerca ancora / d’altro) che nella vita reale mi ha costantemente portato a cimentarmi in sempre nuove esperienze, è divenuta, nella poesia, un’ansia introspettiva, la ricerca continua di risposte credibili agli angosciosi interrogativi esistenziali, e a volte anche un grido di ribellione contro l’indifferenza e la fine delle speranze.
una ragione per continuare
anche se per poco
dentro
l’anestesia delle speranze
l’inerzia dell’indifferenza
la fine delle illusioni
–
una ragione per non cedere
all’arroganza del Potere
all’ipocrisia di un abbraccio
c’è sempre un giuda tra noi
all’intolleranza
–
una ragione per continuare
anche se per poco
per così poco
–
una ragione
io alla fine
per sentirmi ancora
libero
Oggi la poesia può essere anche una sofferta riflessione sull’eterno conflitto tra le ossessioni del Potere e la naturale aspirazione alla libertà:
ascolta
la voce del vento che soffia tra le rovine
e osserva
l’orologio della memoria con le lance
infisse nel
cuore
e il quadrante che segna sempre
la stessa
ora
–
l’urlo del Drago
attraversa la notte dei tempi e assorda
le coscienze
–
quanti delitti
Dio
consumati in tuo nome
–
la stagione è questa ancora
dei martiri
dei miracoli
e
delle crociate
–
l’aldilà è una minaccia
illusoria
un ricatto l’immortalità
e
la fede
il cerotto per le ferite dell’esistenza
–
oggi
il Santo Graal
è un calice colmo di
petrolio
e c’è sempre un alibi per le ossessioni del
Potere




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