Esistono leggi economiche valide per ogni epoca e per ogni Paese?

Esistono leggi economiche valide per ogni epoca e per ogni Paese? Nel secolo scorso ci siamo scannati nelle lotte tra collettivismo e proprietà privata. Un sogno utopico era la via comunista per raggiungere la fine delle disuguaglianze, anche al prezzo della rivoluzione violenta. Poi, dopo il completo fallimento degli Stati socialisti e, più in generale, della visione collettivista delle leggi dell’economia, abbiamo assistito alla vittoria storica del liberalismo, prima nella sua forma classica e oggi nella sua degenerazione, il capitalismo globalizzato che ha portato a un aumento esponenziale delle disuguaglianze. Ma sempre e dappertutto? In Cina il capitalismo globalizzato  ha permesso a milioni di diseredati di emergere a un livello di vita più dignitoso. E in occidente? L’ideologia liberista è divenuta una teoria darwinista che seleziona il più forte. Chi vince, scrive Keynes, sono solo le giraffe che, grazie al loro collo lunghissimo, riescono a mangiare le ultime foglie rimaste in cima all’albero: gli animali col collo corto muoiono di fame. Il mercato lasciato a se stesso è quell’albero. Produce egoismo sociale e disuguaglianze.

Un sogno bellissimo è quello della decrescita. La decrescita felice parte dal presupposto che non esiste correlazione tra crescita economica e benessere e che a un aumento del Prodotto interno lordo (PIL) corrisponde troppo spesso una diminuzione della qualità della vita. E un minimo di felicità è quello a cui tutti aspiriamo. Trionfa invece il Pensiero unico, quello che attraverso un dispotismo comunicativo ci ipnotizza nelle scelte imponendoci un consumismo nevrotico – l’aumento senza fine della domanda di beni, anche quelli più futili e superflui – con il mito che bisogna incrementare la domanda per sostenere la produzione.

stimolare

il bisogno di consumi

bisogna

per soddisfare la produzione

–

ma non doveva la produzione

soddisfare

il bisogno di consumi?

–

parliamone

Le utopie sono sogni affascinanti che si scontrano sempre con la dura realtà. Oggi 264 persone possiedono una ricchezza pari a quella di 3 miliardi di altre persone, e siamo in presenza di un impressionante allargamento della forbice del reddito tra dipendenti e grandi manager, tra nuovi poveri e nuovi ricchi.

Il Potere purtroppo vincerà sempre.

 

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