Fortunato chi incontra vivo la morte

il treno

Notturno

—

Ritorno spesso ad aggirarmi

nel sogno

tra i viali deserti del cimitero

sulla collina

tra memorie che non odono mai

i miei passi

risuonare di giorno

.

Stanotte

una falce di luna scialbava

il sentiero dei morti

e in fondo

attorno a una tomba

ho incontrato

sorpreso

mia madre e mio padre

e Liliana

.

– Ti siamo venuti a trovare

mi han detto –

.

Sul marmo

nel vago chiarore lunare

ho letto inciso

il mio nome

.

2 novembre, la festa dei morti, e io me e sto qui davanti alla tastiera a riflettere e a scrivere. Non vado quasi mai al cimitero a visitare la cappella che ho costruito in onore di mio padre che la desiderava tanto e dove presto lo raggiungerò: “Quì la bramata pace, ed il riposo /  lieto godrai” (Giacomo Leopardi, Poesie giovanili).

.

qualcuno ha scritto

 che

 mai ci dovrebbe mancare

 qualcosa ancora da aspettare

.

a me è rimasta

 – solo

 sotto la solitaria pensilina

 dell’ultima stazione –

 solo

 l’inerte melanconica attesa

 del treno

 per l’ultimo viaggio

.

non so quando arriverà

 ma sento

 che ora son pronto

Non sono credente e non so chi pregare, e questo magone che ho dentro non credo sia rimorso, ma solo malinconia, rimpianto, tristezza.

Le persone che ho amato tanto le ricordo ogni giorno tra le quattro mura di questa mia distimia e credo fermamente che sia la memoria l’anima immortale dell’universo.

Mi auguro solo, quando arriverà il mio giorno, di poter guardare in faccia serenamente la morte.

fortunato

chi incontra vivo

la morte

 

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