Gli avvoltoi populisti
Che schifo gli avvoltoi che svolazzano sul corpo agonizzante di Marchionne!
Non aspettano nemmeno la morte per infierire con sommari bilanci su “una vicenda che è stata assieme umana e nazionale, economica e politica” (Francesco Manacorda, la Repubblica).
Da uomo di sinistra mi sarei atteso una pausa di riflessione, un profilo basso da parte di quelli che continuano a definirsi di sinistra. Invece eccoli, più o meno tutti, impegnati a trasformare la figura di Marchionne nella caricatura di un distruttore di sicurezze, “un falciatore dei diritti sindacali” (ancora Manacorda). Ecco il disgustoso slogan populista del quotidiano il Manifesto: “E così Fiat”; ecco Enrico Rossi, governatore della Toscana, elencare saccentemente i suoi errori, pubblici e privati.
E tutto questo mentre l’uomo giace, in “condizione irreversibile”, in un reparto di terapia intensiva.
Prendiamoci tutti un minimo di tempo per valutare a mente fredda gli innegabili meriti di Marchionne e anche gli errori commessi, ma oggi una personalità come la sua meriterebbe, al termine del cammino terreno, almeno un po’ di rispetto.





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