I 5Stelle: la stampella al fascismo che avanza
Non mi sono mai piaciuti i 5 Stelle, un Movimento senza un ideale condiviso se non quello vacuo della generica protesta contro il Male assoluto identificato in un indistinto establishment. Ma ora mi fanno pena, schiacciati, fagocitati da Salvini che li ha trasformati in servi sciocchi. Apprezzo invece il comportamento di quei pochi di loro che cercano disperatamente di tenere la barra dritta, in particolare il presidente della Camera Roberto Fico che io candido a capo dell’opposizione solidale: “Chi denuncia la criminalità deve essere protetto dallo Stato“, “Orban adesso va punito se non rispetta le quote“, “Chi fa solidarietà ha tutto il supporto dello Stato. Lo Stato deve essere vicino a chi soffre, ai più deboli, a chi viene considerato ultimo“. E poi Giovanni Tria, ministro dell’Economia, che con il suo realismo gela Di Maio e Salvini: “Nel 2018 solo interventi a costo zero”; e che oggi ammette pubblicamente di muoversi nel solco tracciato da Pier Carlo Padoan, il ministro dell’economia del precedente governo Gentiloni. Anche il ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi è una persona esperta e affidabile. Purtroppo non ha saputo mantenere la guida della politica estera – di cui dovrebbe essere responsabile – permettendo al ministro degli Interni di farne un appannaggio personale con qualche concessione, pro forma, al capo del Governo Conte. Questi, a lungo irrriso (anche da me) perché servo di due padroni, sta cercando disperatamente di barcamenarsi tra il suo ruolo e le ingerenze di Salvini, nel tentativo di mostrare all’Europa il volto di una Italia più umana e meno estremista.
Mi chiedo perché questi galantuomini non abbiano la forza di alzare la loro voce critica contro un ministro dell’Interno bullo, razzista e squadrista che prevarica nelle decisioni i responsabili dei vari dicasteri come fosse il vero capo del governo. Dopo le sparate sulla sicurezza, sulla chiusura dei porti agli immigrati e sui rom purtroppo italiani, ieri notte ha sognato di essersi laureato in medicina e oggi ha discettato: “Dieci vaccini sono inutili e pericolosi, se non dannosi”, lasciando basita a protestare la ministra della salute Giulia Grillo che la laurea in medicina invece ce l’ha davvero.
Matteo Salvini è violento, volgare, ma non scemo. Usa, senza consultare nemmeno il capo del Governo, il ministero degli Interni come una clava, in una perenne campagna elettorale. Arringa il popolo con il suo decisionismo a costo zero, e lascia le grane all’incolore uomo in Lebole, Luigi Di Maio, che ha avuto l’ingenuità di scegliersi il ministero dell’irrealizzabile, il ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico che dovrebbe promuovere la flat tax, il reddito di cittadinanza e l’abolizione della legge Fornero.
Quello tra i pentastellati e la Lega si rivela sempre di più un matrimonio d’interesse, e chi, al grido “onestà, onestà”, inneggiava al “nuovo che avanza” si ritrova oggi a fare da stampella al nuovo fascismo che avanza.





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