È morto Zygmunt Bauman

È morto Zygmunt Bauman, il grande sociologo polacco, ma il suo pensiero rimane più vivo che mai. Siamo immersi ormai in quello che lui ha definito l’universo della “modernità liquida”, un mondo postmoderno nel quale il disagio e le contraddizioni delle nostre relazioni interpersonali sono schiacciati tra virtualità e realtà. L’incapacità di relazionarci con l’altro e lo smantellamento delle sicurezze ci conduce inevitabilmente a una vita liquida sempre più frenetica, condannata all’esclusione sociale, all’omologazione e alla produzione – in nome della sicurezza – di “rifiuti umani”. La stessa democrazia è divenuta liquida, senza schemi né riferimenti stabili, per cui è facile rimanere vittime di una comunicazione mass-mediatica ingannevole che ci dà l’illusione di un facile accesso alla conoscenza, ma ci rende invece dipendenti da un dispotismo comunicativo. Il Pensiero unico, dall’alto, e i fabbricanti di bufale, dal basso, ci condizionano trasformando inevitabilmente l’informazione in fiction. Viviamo nell’epoca delle post-verità, quelle che ci ammanniscono notizie false che, spacciate per autentiche, divengono di fatto “verità”. Fioriscono così – nella realtà delle disuguaglianze – innumerevoli leader carismatici, pifferai magici che affascinano il popolo dei diseredati, pronto istintivamente alla protesta, ma senza gli strumenti per discernere tra verità e impostura. La nostra democrazia, incapace di confronti leali su progetti realistici, diviene purtroppo il campo di risse e gogne mediatiche, e non può che trasformarsi in demagogia populista: quella che il politologo inglese Paul Taggart  ha definito “serva di molti padroni”, perché “il populismo è stato uno strumento dei progressisti, dei reazionari, degli autocrati, della sinistra e della destra”.

L’ultima utopia è una rivoluzione culturale, un neoilluminismo, che ci affranchi dai Poteri forti e dai falsi profeti.

–

subdolo

governa un sacerdozio occulto

le coscienze

omologa le culture

predica la pace ma impone

la forza

.

annienta

il Pensiero Unico

adesso

l’universo delle unicità

e scatena

l’esclusione sociale

e l’omologazione

.

sull’altare dell’obbedienza

ma il pensiero è libertà

avrà sempre più figli da sacrificare

il nuovo Moloc

e figli da divorare in nome della

sicurezza

.

 ma libertà è azione in un mondo plurale

.

a noi resta

soli

sull’isola che non c’è

solo

la solitaria acrobazia

delle illusioni

–

Luciano De Angelis (da: d’altro canto)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *