Il Santo Graal è un calice colmo di petrolio

orologio della memoria

ascolta

la voce del vento che soffia tra le rovine

e osserva

l’orologio della memoria con le lance

infisse nel

cuore

e il quadrante che segna sempre

la stessa

ora

.

l’urlo del drago

attraversa la notte dei tempi e assorda

le coscienze

.

quanti delitti

Dio

consumati in tuo nome

.

la stagione è questa ancora

dei martiri

dei miracoli

e

delle crociate

.

l’aldilà è una minaccia

illusoria

un ricatto l’immortalità

e

la fede

il cerotto per le ferite dell’esistenza

.

oggi

il Santo Graal

è un calice colmo di

petrolio

e c’è sempre un alibi per le ossessioni del

Potere

L’Unione europea, nata dal grande sogno di Altiero Spinelli, sta subendo uno strisciante ritorno agli egoismi nazionalistici minando così alla base gli ideali sui quali è stata edificata. E l’Inghilterra con la Brexit e gli Stati Uniti con Trump sono i capifila di questa tendenza occidentale a preoccuparsi esclusivamente degli interessi nazionali.

Il presidente francese ha vinto le recenti elezioni presentandosi come “il campione” di un nuovo europeismo. Ma quali sono stati i suoi primi atti ufficiali?

L’inizio non è stato dei migliori. Davanti al problema di portata epocale come le migrazioni di massa, Macron non ha saputo fare di meglio che rinchiudersi dentro i suoi porti e le sue frontiere, lanciando così un segnale di fuga dalle responsabilità che tutti gli altri paesi europei si sono affrettati a recepire.

Addio dunque all’Europa della solidarietà e della convivenza unitaria: ognuno per sé… gli altri si arrangino!

A seguire c’è stata la nazionalizzazione dei cantieri Stx, ceduti in precedenza dai francesi a una società sud-coreana che però nel 2016 aveva dichiarato bancarotta. Quando il tribunale di Seul, che gestiva il fallimento, indisse la gara per la vendita dei cantieri bretoni, solo il gruppo Fincantieri presentò un’offerta, giudicata equa. 

Oggi Macron ha rotto platealmente l’accordo con l’italiana Fincantieri, stipulato grazie al placet del precedente governo di Holland, accordo che prevedeva la nascita di un grande polo europeo della cantieristica.

Perché questo improvviso voltafaccia?

Difendiamo i nostri interessi – si è giustificato il ministro francese dell’economia.

Così son fatti i nostri cari “cugini serpenti” d’oltralpe che non si sono creati problemi, in nome del libero mercato (a senso unico, però), quando hanno fatto incetta di imprese italiane. Uno shopping selvaggio che, con 25 miliardi di investimenti, ha permesso ai francesi di acquisire, solo negli ultimi cinque anni, Telecom Italia, aziende alimentari come Parmalat, Orzo Bimbo, Eridania, Boschetti, Galbani e, in campo finanziario, Cariparma, Pioneer e BNL. Ma se andiamo indietro nel tempo, a partire dal 1999 troviamo le acquisizioni francesi di Poltrona Frau, Fendi, Emilio Pucci, Bulgari, Loro Piana, Gucci, Bottega Veneta, Richard Ginori, Brioni, Pomellato.

Reciprocità e libero mercato sono divenuti all’improvviso, per i francesi, obsoleti.

Ma non è finita qui.

Macron, il “campione” di un nuovo europeismo, ha convocato un vertice tra la Francia e le due principali fazioni libiche in lotta tra loro, senza avvertire nessuno in Europa. Escludendo in particolare l’Italia che storicamente ha sempre avuto rapporti privilegiati con la Libia; l’Italia che è l’unico paese europeo ad avere un’ambasciata a Tripoli.

Una chiara manovra, quella francese, per minare i nostri interessi in quel paese del nord Africa.

Altro che “cugini serpenti”; qui abbiamo a che fare con “parenti coltelli”!

Le immediate giustificazioni di Macron, nel sentore di un malumore italiano, sono state peggio della provocazione: excusatio non petita, accusatio manifesta.

ascolta

la voce del vento che soffia tra le rovine

e osserva

l’orologio della memoria con le lance

infisse nel

cuore

e il quadrante che segna sempre

la stessa

ora

L’orologio della memoria segna ancora la stessa ora: quella dell’intervento militare contro Gheddafi, portato avanti autonomamente nel 2011 dalla Francia e subito dopo dall’Inghilterra. Intervento al quale ci siamo improvvidamente accodati a cose fatte, presumibilmente per tutelare i nostri interessi.

Ma quali interessi?

Questa continua, egoistica caccia al petrolio ha provocato solo sciagure, ultima per ora la crisi prodotta dall’immigrazione selvaggia.

Il sogno di un’Europa unita si è trasformato in un incubo pieno di muri e steccati.

E c’è sempre un alibi per le ossessioni del Potere.

oggi

il Santo Graal

è un calice colmo di

petrolio

e c’è sempre un alibi per le ossessioni del

Potere

2 Responses to Il Santo Graal è un calice colmo di petrolio

  1. tommy scrive:

    bell’articolo Luciano

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