IN ITALIA ORA E SEMPRE CASAMICCIOLA
ed è con occhi di vetro
che fisso le luci
ascolto i suoni
estivi
di questi ultimi giorni
d’allegria non mia
.
altrove
il dolore la morte
la desolazione
sono solo virtuali
come l’onda d’angoscia
che uccide
.
non più parole
oggi
immagini
Nella mia giovinezza, quando combinavo un qualche disastro domestico, venivo severamente redarguito da mia madre che strillava: basta con la solita casamicciola!
La frase era di uso comune per indicare un brutto frangente, un’azione disastrosa.
Non mi sono mai chiesto il significato etimologico della parola casamicciola, e solo ora mi sono reso conto che faceva riferimento al terribile terremoto del 1883 che distrusse la località dell’isola d’Ischia.
Oggi al ripetersi dello stesso evento, nello stesso luogo che è in area vulcanica, con chi ce la prendiamo? Con “il destino cinico e baro” (Giuseppe Saragat), con “la natura matrigna” (De rerum natura 5,195-234) e, non ultimi, con i nostri governanti corrotti e inetti.
Nessuno si fa un esame di coscienza e riflette sul fatto che i nostri politici li abbiamo creati a nostra immagine e somiglianza.
Il recente terremoto di Casamicciola, del 4° grado di magnitudo, in Giappone, nella maggioranza dei paesi occidentali e anche in alcuni del terzo mondo, avrebbe prodotto al massimo poche crepe e qualche caduta di calcinacci. Se da noi ha causato un simile sfracello, dovremmo concludere che la responsabilità è solo nostra.
Di chi costruisce case abusive senza criteri antisismici; in seconda battuta dei governanti che non riescono ad effettuare controlli adeguati sulle costruzioni, e soprattutto non hanno la forza e il coraggio di abbattere quelle abusive.
Esiste evidentemente un patto sottotraccia, una contiguità malata tra interesse pubblico e privato. Non si vuole combattere seriamente questo fenomeno. Lo testimoniano la recente legge, varata proprio dalla regione Campania, che blocca le demolizioni (ma oggi, in maniera irresponsabile, De Luca fa un voltafaccia e dichiara: “l’abusivismo è emergenza”), e la clamorosa defenestrazione del sindaco di Licata per il suo piano di abbattimento di immobili abusivi.
Come al solito non ci rimane che piangere.
In attesa del prossimo terremoto, dell’inevitabile valanga o smottamento di una montagna, dell’imprevedibile alluvione, del ricorrente, doloso incendio boschivo.
Un triste futuro ci attende se non saremo in grado di mettere in moto un’utopica rivoluzione culturale.
Io purtroppo non la vivrò.





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