inquїete stimmate i segni
Sono un uomo senza fede e purtroppo senza speranze. L’unica risposta certa che sono stato capace di dare ai miei angosciosi interrogativi esistenziali è la fiducia nella memoria, quella che nell’ultima poesia definisco l’anima immortale dell’universo; da cui l’illusione di poter sopravvivere, attraverso essa, nel cosmo fluido della compresenza, in un Universo astratto cioè dove la memoria personale convive in eterno con tutte le altre.
1
i giorni solstiziali
incombenti
di un inverno turpe
dell’anima
.
tiro fuori dall’armadio
rimorsi
cosparsi di naftalina
evocati rimpianti
di sciupate primavere
_
2
mai più
ali di gabbiani
bianche
plananti sugli scogli
.
mai più
sussurri di sassofono
blue notes
melodie sincopate
dell’anima
.
mai più!
_
3
senza tregua
desiderio sottile
voglia assurda di amare
.
ma non te
.
rimorso inutile
di carezze mancate
desiderate
inutilizzate
fantasia impossibile
di amare
.
te e non te
_
4
la morte chiude il cerchio della vita
.
vedi… ha un fiore tra i capelli mossi
dalla brezza dell’ultimo tramonto
e gli occhi sorridenti delle donne
che hai più amato
.
la morte chiude il cerchio della vita
.
non temere
nella notte che incombe si apre il varco
nel cosmo fluido della compresenza
.
la morte chiude il cerchio della vita
.
non ti voltare
è la memoria l’anima immortale
dell’universo
_
5
d’altri risvegli porto i segni ancora
nella memoria
.
inquїete stimmate i segni
.
ora
il peso mi è insostenibile
di questo corpo
inerte
greve di pietra sul greto
del fiume che scorre
indifferente
mentre l’anima dentro
frulla
alla ricerca del varco
.
inquїete stimmate della memoria
insostenibile ansia
di leggerezza





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