La nuova balena bianca

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(Nella vignetta non si vede la barca del P.D. perché era già affondata. Al largo staziona il veliero fascio-leghista pronto a intervenire con i suoi cannoni)

Al largo delle coste del Parlamento, in mezzo alla palude politica italiana, è stata avvistata una balena bianca, pezzata “5stelle”.

L’identità del grillismo antisistema va progressivamente cambiando e se ne è accorto anche il suo primo guru che oggi scrive: Non so se sono ancora padre spirituale di un movimento, sono come una prostituta in una città senza marciapiedi: non so dove collocarmi. L’altro guru-padrone, Casaleggio, titolare – per diritto dinastico – di un’azienda che gestisce il potere all’interno del Movimento, non ha invece dubbi né resipiscenze: per lui la democrazia moderna si può realizzare solo attraverso una piattaforma digitale. Lo continua a ripetere proprio oggi che è stato scoperchiato il vaso di Pandora di Facebook, ricettacolo di brogli e di manipolatori di documenti segreti e di informazioni riservate.

Grazie agli errori dei suoi avversari il Movimento è divenuto un grande partito-contenitore che ospita tutti i disillusi, ma che ha perso l’identità delle origini. Una nuova balena bianca – un po’ di sinistra, un po’ di destra, un po’ democristiana (Stefano Folli) – che nuota a vista e aspira a governare, ma non può farlo senza un nuovo compromesso storico.

Ma con chi?

La storia della nostra Repubblica ha un illustre precedente (L’uomo qualunque) nato dalla frustrazione sociale e disgregatosi nel momento della responsabilità e della necessità dei compromessi. Certo i tempi sono cambiati; allora c’erano partiti – la D.C. e il P.C.I – con solide radici sociali, e L’uomo qualunque ebbe vita breve. Il Movimento 5stelle è ancora in fase di ascesa, ma è una nave che deve affrontare il mare procelloso della dura realtà con una ciurma animosa, ma turbolenta, con capitani coraggiosi, ma incompetenti. E soprattutto senza una mappa, senza una bussola e purtroppo con una sola meta: L’isola che non c’è.

Oggi più che mai, se si vuole portare il Paese fuori dai frangenti, ci vogliono capitani veramente coraggiosi e illuminati; UOMINI che sanno anche ascoltare, e non ominicchi che aspirano solo al potere e alla difesa del loro particulare.

Uomini per i quali:

Navigare necesse est, vivere non est necesse

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