Un bel sogno utopico per questo Natale

utopia

spirali grigie di fumo

di un mio mezzotoscano

.

in successione le curve

grigie di asfalto

di un natale

grigio

dovunque andando

vagando

girovagando

grigio

(da d’altro Canto 2007)

Alla mia età le festività natalizie sono solo un momento di grande malinconia. Tuttavia anche un non credente come me riconosce che la ricorrenza della nascita di Gesù può, deve essere, in nome del suo insegnamento, un incitamento alla fratellanza, alla solidarietà con i più deboli, alla tolleranza. Sentimenti oggi obsoleti.

È di questi giorni la polemica per il rientro in Italia, concesso dal Presidente Mattarella, della salma di Vittorio Emanuele III.

A oltre settant’anni dalla proclamazione della Repubblica, una democrazia matura non dovrebbe temere lo spettro di un regno sconfitto, che non può più ritornare; e bene ha fatto il Capo dello Stato a permettere la traslazione delle spoglie, non nel Pantheon come vorrebbe la famiglia, ma in un luogo privato. Anni fa il Presidente Ciampi, coinvolto da analoghe pretese, rispose: “Ero favorevole alla richiesta di ricondurre le salme sul suolo italiano, ma mi opposi fermamente sulla destinazione del Pantheon che tanto volevano”.

Il Pantheon è il luogo dove sono sepolte personalità che hanno dato lustro alla storia del nostro Paese, un luogo dove non c’è posto per un re fellone. Un re che nel 1922, durante la marcia su Roma, non proclamò lo stadio d’assedio favorendo così l’ascesa al potere del fascismo; un re che nel 1938 firmò la legislazione razziale e che l’8 settembre del 1943 fu protagonista dell’ignominiosa fuga da Pescara, lasciando l’esercito allo sbando senza ordini né guida, e il suolo nazionale in mano ai nazisti. E se deve essere apprezzato il segnale di tolleranza lanciato da Pertini e Mattarella, ciò che non si può accettare è la modalità con cui è stato organizzato il rientro: alla chetichella e con un volo militare a spese dei contribuenti. Sarebbe stato invece opportuno che le istituzioni, i giornali, le radio e le televisioni si fossero impegnati a rendere pubblico l’avvenimento, magari con una giornata della memoria, per ricordare agli immemori e far conoscere meglio ai giovani quel periodo buio della nostra Storia.

il re fellone

Ma tant’è: siamo in clima elettorale ed è meglio non stuzzicare il can che morde.

Chiedo scusa per questa digressione concepita per invitare tutti alla tolleranza e nello stesso tempo all’intransigenza nella difesa dei valori della Resistenza.

Auguri a tutti infine, agli amici e ai lettori che hanno la pazienza di seguirmi.

Un augurio anche a me: vorrei che tutti – al di là delle differenze culturali, politiche, religiose e razziali – si battessero per una società migliore nella quale ci fosse un impegno comune a costruire ponti e non a scavare fossati tra avversari.

Un bel sogno utopico per questo Natale.

One Response to Un bel sogno utopico per questo Natale

  1. Stefano scrive:

    D’accordo per costruire ponti

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