IL TEMPO DELLA MEMORIA terza parte
Continuo a scrivere per inerzia. Spero sempre di trovare, rovistando nel passato, qualche elemento che illumini la zona ancora buia della mia memoria. Dove ero rimasto? Ah sì, ai tempi dell’università, al Pontano Conocchia e ai molto reverendi padri gesuiti.
DEMOCRATURA
Massimo Giannini ha scritto su la Repubblica che “la sinistra aveva scommesso sulla ceto-medizzazione del proletariato, e si è ritrovata con la proletarizzazione del ceto medio”. Ma quale sinistra? Quella che discetta con Marchionne e non scende mai tra i
IL TEMPO DELLA MEMORIA seconda parte
Il Convitto nazionale Cicognini. Correva l’anno 1950. Il mio primo anno di università a Firenze e anche la prima esperienza di vita. Istitutore a Prato nel collegio di D’Annunzio e Malaparte. È uno di loro che deve aver scritto: Prato
CONSONANZE e DISSONANZE del vivere
Dopo la pubblicazione nel 2009 del mio ultimo romanzo, “Nel labirinto”, sono stato colto da una forma di afasia ispirativa che mi ha fatto ritenere conclusa per sempre la mia stagione creativa. È bastato invece un periodo di crisi esistenziale,
Il tempo della memoria
È duro confrontarsi con la propria storia e con il modo in cui questa si è intrecciata con quella del proprio tempo. È duro soprattutto ritrovarsi al capolinea a fare di conto con i ricordi e i rimorsi che, come
inquїete stimmate i segni
Sono un uomo senza fede e purtroppo senza speranze. L’unica risposta certa che sono stato capace di dare ai miei angosciosi interrogativi esistenziali è la fiducia nella memoria, quella che nell’ultima poesia definisco l’anima immortale dell’universo; da cui l’illusione di
Meditiamo sui nostri difetti, ma anche sulle nostre virtù
Siamo un popolo sciagurato che non ha il senso dello Stato, ma che quando lo Stato e le sue istituzioni collassano (e i popoli meglio organizzati vanno in confusione per la mancanza di una guida) riesce a esprimere la parte
La Resistenza tra storia, mito e revisionismo
La nostra è una società malata. Malgoverno, corruzione, profonde diseguaglianze minano la nostra convivenza e alimentano i populismi. Perché allora parlare di Resistenza oggi? Perché un approfondimento di quella vicenda storica e una riflessione su come gli italiani seppero reagire
Le voci del mare
Dal “Me ne frego!” al “Vaffa-day”
maggio 5, 2017 Attualità No comments Modifica Se il “post-fascismo“ è oggi quello grottesco – a tratti violento e squadrista – degli ultras, dei naziskin e di Casa Pound, il “nuovo fascismo” (quello preconizzato dal filosofo francese Alain Badiou)








